Ultime notizie _News

Ultime Notizie/Latest News

I più coraggiosi tra di noi si sono già avventurati in viaggi per troppo tempo rinviati. La loro testimonianza è sotto il titolo: " Viaggiare".

Per partecipare agli incontri on line e alla lectura Dantis (con Google Meet) mandatemi una mail. - Send an e-mail to share online class & Dante reading

2021/11/25

SPID mio caro SPID..

 L'UCAS (Ufficio Complicazione Affari Semplici)  ha colpito ancora  in Italia. La sua vittima? Gli italiani all'estero.

Non basta essere stati fregati dall'iscrizione all'AIRE con la contestuale perdita dell'assistenza sanitaria immediata e dei servizi locali in Italia, si aggiunge ora l'obbligo del codice SPID che ripete il fallimento della PEC (Posta Elettronica Certificata) necessaria per comunicare con la PA (pubblica Amministrazione) ma che non viene rilasciata a chi non risiede in Italia.

Riservandomi di approfondire l'argomento vi segnalo una soluzione che un italiano ingegnoso ha saputo trovare.

Da Italians del 25 novembre 2021 : 

SPID e dittatura digitale (che non funziona)

Caro Beppe! Scrivo in riferimento alle recenti lettere di Paolo Calisse, Cinzia Cervato e Mauro Luglio e indirettamente quella di Sergio Galli. Neanch'io ho SPID e non lo voglio avere, il motivo principale è che è legato a un numero di cellulare e ormai prevede di forza anche lo smartphone. Se almeno una delle nove societa' che gestiscono SPID offrisse un metodo di prima identificazione e di autenticazione online che non prevedesse il cellulare e fosse gestibile da desktop o laptop, possibilmente anche dall'estero, lo farei subito. Ma nessuna ci ha pensato (la cosiddetta concorrenza di mercato non porta sempre ai risultati migliori). Ho studiato in dettaglio la questione di pubblica amministrazione digitale e autenticazione online in diversi paesi, in particolare Germania, Finlandia, Estonia, Russia e di recente ho imparato dell'Albania. Si, Albania. Tutti questi paesi hanno un'amministrazione digitale che funziona molto meglio di quella italiana, in nessuno di essi l'identità e' gestita da società private ma solo dallo Stato e sono attentissimi a questioni di compatibilità tra dispositivi e procedure. Inoltre nessuno di questi paesi ha attuato lo "switch-off", nei documenti ufficiali italiani si chiama proprio cosi', di chiusura degli sportelli al pubblico. Come misura di precauzione di protezione della mia identità "smartphone-less" ho fatto di recente la residenza virtuale estone. Si entra online nei servizi europei con una smart card e lettore, nessuno smartphone. Sto facendo tutto il possibile per segnalare ai nostri decision-maker che puntare solo su SPID basato su cellulare e' una pessima strategia, motivandolo con dati oggettivi. "Anche" SPID va bene, "solo" SPID decisamente no.

Gianguido Piani, gianguido@mail.ru

Nella stessa sede  se ne parla anche qui:



2021/11/24

Cioccolata o cioccolato?


 

La soluzione al dilemma che affligge molti golosi e curiosi e le ricette per gustare al meglio il cioccolato. O la cioccolata

Il termine più diffuso al mondo per chiamare la cioccolata o il cioccolato è chocolate. Ma in Italia la ricchezza del linguaggio complica spesso le cose. Nel nostro Paese sono infatti diffuse la versione maschile e femminile del termine, ma a molti non è chiaro quale sia quella giusta. E a giudicare dalla storia di questo nome, ogni dubbio è legittimo. (leggete il seguito su "La cucina italiana").

.......

Dunque diremo:

Ti va una tazza di cioccolata fumante?

Vorrei bere della cioccolata calda al latte.

Ho comprato una tavoletta di cioccolato fondente.

Prepariamo una torta al cioccolato.


Da papilleclandestine.it

"La doppia forma, dunque, è storicamente accettata. Ma già nell’Ottocento – quando rimangono soltanto i termini cioccolato e cioccolata – si inizia a fare un distinguo, indicando con cioccolato la pasta o tavoletta, e con cioccolata la bevanda. Distinguo che si mantiene tuttora: l’abitudine nell’uso fa preferire il termine maschile per il prodotto (es. cioccolato fondente, cioccolato al latte, degustazione di cioccolato) e il termine femminile solo per la bevanda (cioccolata calda).

Come non vedere il questa forma il parallelo tra albero e frutto correntemente usato nella lingua italiana? Melo > mela, pero > pera, pesco > pesca, nocciolo > nocciola, Con le dovute eccezioni e adattamenti: fico > fico, il noce > la noce

Su tutti statuisce la suprema autorità linguistica dell'Italiano: La Crusca

Cioccolata o cioccolato?

Del problema dell'oscillazione con cui è reso in italiano il termine di origine amerindia (nahuatl chocolatl), giunto in Europa tramite lo spagnolo chocolate, si è occupato Bruno Migliorini in un saggio datato 1940 dal titolo Cioccolata o cioccolato? (Profili di parole, Firenze, Le Monnier 1968, pp. 46-56). ....

Quindi buon appetito con una buona cioccolata preparata con del vero cioccolato.





2021/11/10

Chi abusa usando l'inglese lo fa per snobismo.

 Condivido quanto pubblicato da Gian Antonio Stella sul Corriere della sera 

9 novembre 2021

Le parole (sbagliate) dei provinciali

C’è chi insiste ad abusare dell’inglese, dando prova di elitarismo, ignoranza, vanità

«Alò! È il faiv faiv faiv for tris? Dico: è il faiv faiv faiv for tris?» Sono passati 67 anni dalla
mitica telefonata di Alberto Sordi che, nei panni di Nando Mericoni in Un americano a Roma,
sveglia in piena notte l’onorevole Antenore Borgiani vantandosi di essere «Santi Bailor
american attraction» o qualcosa di simile. Eppure c’è chi insiste ancora ad abusare
dell’inglese. Prova provata, spiegò anni fa il professor Francesco Sabatini, del proprio
inguaribile provincialismo.
Non solo provincialismo, precisò allora il presidente onorario dell’Accademia della Crusca:
«Ignoranza. Elitarismo. Vanità. E desiderio di dominio: “io parlo una lingua che tu non sai
parlare”. E più si fa strada il populismo, meno si parla una lingua che il popolo può capire.
Vedi, ad esempio, il “jobs act”».
Che senso c’è, chiede oggi l’Accademia, a usare per i vaccini la parola «booster» (boh...)
invece che «richiamo», usato da decenni dagli italiani? Perché usare il «medichese»? Il bello
è che si tratta, nell’ultima settimana, del secondo intervento dei custodi della nostra lingua.
Giorni fa infatti, il gruppo Incipit che esamina e valuta neologismi e forestierismi, se l’era
presa con Poste Italiane: «Chi intende avvalersi delle Poste per spedire un pacco deve fare i
conti con un fatto imprevisto: la posta non trasporta, consegna, distribuisce e recapita, bensì
si occupa di delivery, come nei paesi anglofoni». Perché mai ribattezzare «Posta Celere» o
«Pacco Ordinario» con «Delivery Express, Delivery Standard, Delivery Globe, Delivery
Europe, Delivery International Express, Delivery Web»? Magari «sono nomi che
probabilmente vogliono evocare l’aggiornamento tecnologico», ma «sicuramente non
rendono l’offerta più perspicua e chiara, e neppure facilitano il contatto con il pubblico o la
scelta del prodotto».
Parole d’oro. Ne scriveva già il grande Tullio De Mauro nel 1977: «Dobbiamo essere rispettosi
delle terminologie tecniche, e anche del parlare difficile quando questo è dettato da necessità
tecniche. Il matematico deve parlare da matematico, e se uno scienziato fa una conferenza sul
cosmo, forzatamente deve servirsi delle parole adatte. I microbiologi non sono obbligati a
farsi capire da tutti». L’avviso sulle carrozze ferroviarie, però, no: «Il suo messaggio è
spiegarmi che devo pagare una multa se sporco la vettura. E deve essere scritto in modo che
lo capiscano tutti». Temiamo la risposta: De Mauro chi?
9 novembre 2021 (modifica il 9 novembre 2021 | 20:56)